Translate

giovedì 17 agosto 2017

DALLE FERITORIE DEL VENTO

 
 
 

DALLE  FERITORIE  DEL  VENTO

 
 Ti perdo così
senza muovere un pensiero.
 
Il tuo essermi distante
è sguardo che sfiora la velocità del tempo.
Una lacrima che accade quando
stringo le lancette della tua mancanza
che inevitabilmente mischia le stagioni
Il tuo luogo è il vento che mi sfugge accanto
e mi carezza le parole, il fiato
per un istante - ma che giurerei fosse una vita -
 
Il mio esserti costola d’amore
è un fiume che rincorre la tua direzione,
è un cielo d’occhi che si annuvola
ma ti comprende in altre voci
in altre rive
fatte di torba e piccole conchiglie
 
Sapessi quanto sanguina la voce di un pensiero
tutte le volte che ritorni sui comignoli d’agosto,
quando la neve bussa sopra i tetti
e mille e mille temporali rincorrono l’aurora dei mie giorni
Sentissi le tue figlie (e le tue rose) farsi pioggia
non le abbandoneresti mai.
Scivoleresti lieve, a far di questo abbraccio
l’eterno bacio sulla bocca
 
Di quell’Amore che mi accende e
-senza cedimenti, tra le onde del grano
mi culla e mi disseta.
 

 
 Maria Grazia Vai
14agostoduemila17
 
“ manchi alle mie braccia “

sabato 12 agosto 2017

LUGLIO

 
 

 
LUGLIO

 
 



 E andremo così, di pietra in pietra
lasciando al vento
la sola possibilità
di unirci sotto lo stesso volo.
 
Che i merli sappiano quanto cielo li attende.
 
Di polvere in polvere, andremo
uniti e soli
così che la brezza dei fossi
restituisca alla riva l’abbraccio di una conchiglia.

Andremo, fra i grappoli ambrati dell’uva novella
tra gli acini zingari della mia estate
così che le spighe si vestano a festa
e schiudano all’alba
la storia più bella delle più belle storie d’amore
 
Così, solo una volta
nel meridiano che unisce la mia
alla tua calligrafia
  
Semplicemente, così
come il glicine s’arrampica sulle scale
o il miagolio dell’autunno si struscia alla porta,
tra i fiordalisi e le viole di Luglio
nella pozzanghera di una poesia
 
-implorando la fame di quell’abbraccio-
 
Andremo.
 
~· ~

 
Maria Grazia Vai
12agostoduemila17
 
 
A mio padre, a mia madre
l’azzurro profumo dei fiordalisi -nei miei cieli di Luglio

 sulle note di “ Mozart - Le Nozze Di Figaro - Voi, Che Sapete “


~· ~

giovedì 10 agosto 2017

Haiku del mattino

 
 
 
Sei lalba cheta
che sincammina lenta
fra le mie stelle
 
 
 Maria Grazia Vai
9agostoduemila17


lunedì 7 agosto 2017

E' LA LUCE DELLA LUNA CHE INEBRIA

 

E' la luce della luna che inebria

 

 

E’ in te,
la luce della luna che inebria
al di là del buio
 
al di là dei giorni
che si attorcigliano come radici
alle nuvole basse delle stagioni

Ti fossi cielo
camminerei sulla tela
dei tuoi girasoli
 
perché viverti è un fiore che ride da dentro
e aspetta in silenzio
di torcersi al suono
della tua voce
 
quel caos di poesie notturne
nel fondo più profondo
di un bacio che si bagna di vita
e di pioggia
 
E di te -come fosse un aquilone
s’inazzurra

 

Maria Grazia Vai
7agostoduemila17

 


ispirata
 dal dipinto di Sergio Riviera E' la luce della luna che inebria “
(acrilico 80 x 90 anno 2008)

 
sulle note
di Leonard Cohen - A Thousand Kisses Deep